LA COMUNITA'

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Il presupposto dell’accoglienza delle madri al Villaggio si fonda sul fatto che ciascuna donna che esprime il desiderio di tenere con sé il proprio bambino e di curarsi di lui, quali che siano le sue capacità e la sua storia, ha il diritto di essere messa nella condizione di poterlo fare, e accettare questo principio significa ritenere che potenzialmente qualsiasi madre è una buona madre.

L’accoglienza di una mamma per il Villaggio significa, infatti, favorire l’acquisizione di competenze materne sempre più valide ed equilibrate, che non possono non tener conto delle caratteristiche di personalità delle singole ospiti, delle loro storie, delle loro famiglie, dei loro compagni e/o padri dei loro figli, ma l’investimento istituzionale è a priori, e parte dalla considerazione che, al di là di quanto già accaduto nel passato, può esistere la possibilità di creare una nuova storia, dove l’esperienza di maternità, in un contesto definito di riconoscimento e accoglienza, rende la donna, attraverso il divenire madre, la protagonista del proprio percorso di vita.

Vengono accolte madri in difficoltà, minorenni o maggiorenni, in gravidanza o con i figli per le quali il Servizio Sociale del territorio e/o il Tribunale per i Minorenni chiede l’ospitalità a tutela del minore, per intervenire a sostegno della relazione mamma - bambino già compromessa o a rischio per situazione della madre, spesso in condizione svantaggiata. L’impostazione data all’organizzazione delle attività e la stessa architettura del Villaggio, focalizzano nella casa, chiamata allora “focolare” e che dà il senso del calore umano che la rende tale, il luogo in cui si creano significative relazioni educative. Sul contesto casa e sul piccolo gruppo si imposta a tutto oggi l’intervento educativo, così come si ritiene importante la salvaguardia del primo anno di vita del bambino come tempo necessario all’interiorizzazione della figura materna. Ogni casa può ospitare un gruppo di 5 - 6 madri con i loro figli o in gravidanza e ha degli ambienti comuni, quali la sala da pranzo, la cucina, i servizi, la lavanderia e il giardino, ambienti gestiti e condivisi dal gruppo. Qui le mamme, i bambini, le educatrici conducono una vita il più possibile simile a quella che si svolge in una casa, perché è la casa l’ambiente più idoneo per la nascita e la crescita.

Gli educatori all’interno della casa sono chiamati ad instaurare una relazione educativa di significato e attraverso una quotidianità di interventi intenzionali (azioni educative, colloqui, osservazione, riflessioni) accolgono, sostengono, affiancano la giovane donna prendendo in carico la relazione mamma - bambino, le difficoltà, i successi, le modalità, le problematiche inerenti alle aree, al benessere psicofisico, alle relazioni familiari, al ruolo genitoriale e alle relazioni sociali.

L’équipe educativa individua le risorse, gli obiettivi (minimi - massimi, della singola madre, del gruppo casa, della relazione madre – figlio ) le modalità di intervento, le strategie all’interno di un funzionamento basato sulla condivisione, coerenza, costanza, continuità di presa in carico della giovane donna.

L’équipe educativa è composta dagli educatori, che vivono la quotidianità della casa e sono i registi del suo buon andamento. Sono coloro che creano e gestiscono la relazione educativa.

Dalle assistenti sociali, che mantengono i contatti con le agenzie esterne che concorrono nei progetti relativi alle ospiti, con le famiglie d’origine e/o i padri dei bambini. Mantengono il contatto tra il “dentro e il fuori”.

Dalla responsabile educativa, che garantisce l’attuazione del progetto educativo, ne verifica gli interventi e coordina le varie attività relative alle case.

I vari componenti dell’equipe lavorano in sinergia e in comunicazione continua per garantire l’intenzionalità degli interventi.

L’asilo nido che accoglie i bambini è parte integrante del percorso educativo che le giovani madri intraprendono una volta accolte al villaggio.

Le ospiti in gravidanza vengono seguite dall’équipe del consultorio per la preparazione al parto e per gli aspetti sanitari relativi alla contraccezione, alla ginecologia, etc.. Collabora con gli operatori anche l’ostetrica della Lunanuova che segue direttamente le giovani mamme.

Sono inoltre presenti 4 appartamenti esterni che possono ospitare ognuno un nucleo mamma bambino. Sono l’ultimo passaggio verso l’autonomia completa, a conclusione del percorso comunitario, ma anche per quelle situazioni che richiedono un supporto relativo all’autonomizzazione. Le educatrici e l’équipe rimangono comunque il riferimento.

L’équipe di lavoro viene supportata da un tecnico che sostiene l’équipe stessa attraverso la supervisione e la formazione. È il momento fondamentale in cui si definiscono gli obiettivi sulla relazione mamma - bambino, sulla mamma e sul gruppo delle ospiti e si regola l’attuazione del progetto (PEI).